Arrivederci Aldo

185434577-f074281a-32f2-4ba9-8af7-0b4e97ba6b54Viveva a Trastevere nella sua casa da scapolo “coatto”. A prima vista l’avresti scambiato con uno dei suoi personaggi, irrimediabilmente destinati all’emarginazione, individui pienamente consapevoli dell’avere una struttura sociale, attorno, che vuole costringerti a somigliarle. “Uno che resiste”, l’avresti definito, non senza un filo di superficialità. Magari un “eretico”, le caratteristiche le aveva tutte, visibili ed invisibili. Alla fine avresti finito per considerarlo un amico.
Studioso profondo dell’animo umano, viaggiatoreprovefollia attraverso le parole e i manicomi di mezza Italia, Aldo Rosselli è stato scrittore, poeta, editore e molto altro. La sua vita tutta intera l’ha messa insieme lui, proprio come i suoi libri, ma qualche frammento, con titoli delle sue opere, la trovate in giro per la Rete. E qui trovate uno stralcio di morte, raccontata alla maniera dei giornalisti, che Rosselli conosceva molto bene. In un’intervista di qualche anno fa aveva sintetizzato magnificamente il “dramma” del romanzo moderno:
!B7d0ziQEWk~$(KGrHqUOKiMEy(v8FoIkBM0RqPn5v!~~-1_35«c’è il bisogno di abbandonare la facile illusione della comunicazione attraverso il giornalismo e affrontare la realtà con quella brutalità e allo stesso tempo con quel candore che emergono quando si narra una storia con le reali implicazioni di quella storia. Insomma, il Neorealismo lo abbiamo avuto, l’Avanguardia, cioè il personaggio come linguaggio, anche. Ora si tratta di mettere delle parole reali in bocca  a dei personaggi inventati, ma proprio per questo più liberi e meno legati ai meccanismi del consenso».
Arrivederci Aldo, speriamo di incontrarti all’altro capo del vento. Ci piacerebbe parlare con te, magari davanti a un whiskey. Offriamo noi.

Cesare Oddera & Francesco Vico

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5 pensieri su “Arrivederci Aldo

  1. “Arrivederci Aldo, speriamo di incontrarti all’altro capo del vento. Ci piacerebbe parlare con te, magari davanti a un whiskey. Offriamo noi.”

    Vorrei esserci anche io…
    (dividiamo le spese, in caso…)

  2. Ha collaborato ad un volume a mia cura, ricordo diverse telefonate nelle quali mi aveva colpito il suo essere coinvolto e partecipativo, cordialissimo senza superficialità. Diversi anni fa ero a Roma e avremmo dovuto incontrarci, ma mi ha telefonato dicendo di non stare bene, e si è scusato con una voce stanca ma venata di una consapevole ironia che fatico a dimenticare.

    1. Ciao Sandro, bentrovato. Di quale volume si tratta, se posso? Non mi stupisce che tu abbia percepito l’ironia, perché tutti coloro che l’hanno conosciuto e me ne hanno parlato ricordano il sorriso e, appunto, l’ironia.

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