Sotto notti altissime di stelle

di Francesco Macciò – Tre poesie in anteprima

Francesco MacciòManca davvero poco all’uscita dell’edizione digitale di Sotto notti altissime di stelle, l’ormai introvabile raccolta di poesie di Francesco Macciò (se ancora non lo conoscete date un’occhiata qui) pubblicata per la prima volta nel 2003 da Agorà nella sola versione cartacea. L’opera, già segnalata in “Annali d’Italianistica” (University of North Carolina, vol. 23, dicembre 2005),  avrà una veste digitale tutta nuova curata da noi di Matisklo Edizioni per la collana Comete. Il bellissimo saggio d’apertura di Luigi Surdich sarà mantenuto integralmente e inoltre il libro sarà arricchito da una una nuova introduzione di Mirko Servetti e dalla copertina di Luca Moisio Corsello.

I tanti estimatori di Francesco – una delle voci più importanti della poesia italiana – e tutti coloro che amano la grande poesia troveranno Sotto notti altissime di stelle in tutte le librerie on-line nei formati ePub, Pdf e Mobi a soli 2,99 €.

Festeggiamo insieme a voi quest’occasione, cari lettori, con un’anteprima di tre testi tratti dal libro e, più precisamente, dalla sezione Topografie. Buona lettura e antenne dritte in attesa della pubblicazione del volume.

da “Topografie”

SLOVENO

Mi spargi il volto di impiastri,
mi allunghi le ciglia
voltolando in un drappo
appena finito i miei fianchi.
Dicono che così
sembro della tua gente, Mira,
e ridono tutti senza capire…
Zelda ha raccolto tre mele
che in giorni di feste antiche i ragazzi
lanciano al di là della strada.
Sono un sorriso, un marito, una casa.

C’è un ciuco intabarrato
in una taverna di Pesek
dove parlano ancóra di campi
nazisti e di compagni morti.
Chiudo le tue mani
poi il tuo volto tra le mani.
Chissà quanti orrori
sul Carso, quanti amori
alle feste del vino, negli abbracci
freddi delle veglie,
salendo strade alte e deserte
sotto notti altissime di stelle.

TORRE DEL LAGO PUCCINI

Ti chiama con il nome di tua madre
con fatica nel limo dei pensieri
e tace a guardarti sorpresa
tra i tavoli sgombri,
lungo un muro irreale di gechi
lunari, fermi all’agguato.
Dietro le tende sull’acqua una luce
tra le canne contro i pali
infraciditi, che sale dal lago
come un fiato sottile
che non dura sui vetri opachi
di una veranda ancóra aperta.
Non amo, non sughero d’esca
falciante, ma lame fonde di donna
a frugarlo come mani confuse
in ogni punto segreto, in ogni ombra
che un pendolo oscillando
lascia su di lei in una foto…

«Se l’amava? A Firenze – mi dici –
poi dappertutto sul Naviglio
più di quanto non mi ama…
Io quasi trent’anni oramai
che sempre più le somiglio…»
Poi giù in bicicletta
su nastri fruscianti di foglie e di rena,
un vento ferroso nella brughiera
di sale, di pietra…

A UNA CONOSCIUTA

Da un cerchio di cenere ho salvato
il batuffolo azzurro
del tuo profumo raro,
fiutato tra le dita come vela
di luce a ogni crocevia,
a ogni passo che si chiude
nella quiete del tuo lago.

Di più, Alba, non posso dirti,
né so spiegare come nido
poteva essermi il tuo corpo, un profilo
di ombre in guerra sull’acqua,
se solo avessi saputo un tramite
o l’inceppo nell’occhio millimetrico
di Crono o dove, l’asse in pezzi,
più non scorre il Sole…

(Francesco Macciò)

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2 pensieri su “Sotto notti altissime di stelle

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