Cose buone dalla Rete: Bibbia d’Asfalto

bibbiadasfaltoDi siti di poesia e/o letteratura ce n’è per tutti i gusti: dai portali sulla falsa riga di quello che è stato “Scrivi.com” (ormai chiuso, ma qualche anno fa, quando ancora Facebook era un progettino amatoriale tra quattro ragazzotti occhialuti, già conteneva elementi di social network ante-litteram) alle varie riviste che si sono date una forma Web, a volte di pregevolissima fattura altre volte un po’ meno (tanto per elencarne una manciata del primo gruppo: Segreti di Pulcinella, GenerAzione Rivista 2.0, Nazione Indiana,  ma l’elenco completo potrebbe essere molto più lungo di così).

Recentemente in questo panorama variegato, cui sembrerebbe difficile poter aggiungere qualcosa di veramente nuovo, è comparso un progetto che già promette, al di là del fisiologico entusiasmo iniziale, interessanti sviluppi.

Sto parlando di Bibbia d’Asfalto – poesia urbana e autostradale, nato come gruppo ad invito su Facebook e da qualche mese sbocciato in un sito-blog che raccoglie gli interventi, in prosa o poesia, di un nutrito gruppo di giovani e meno giovani autori.

Lo scopo che si prefigge, cioè quello di diventare contenitore e allo stesso tempo luogo di discussione, potrebbe sembrare poco originale, ma l’originalità e la forza del progetto sta nell’indicazione di tema data dal titolo stesso: “Bibbia d’Asfalto” si promette di raccogliere materiale attorno ad un preciso ambiente, ad un concetto ben definito.

L’asfalto è il terreno tipico della città,  la base sulla quale essa si fonda facendone allo stesso tempo da scheletro e da sistema circolatorio, le autostrade (anche loro fatte d’asfalto) sono collegamenti tra città, vanno a creare una rete di forte presenza umana dove il concetto di “naturale” è ribaltato e la presenza vegetale un’eccezione piuttosto che la regola.

Partendo da questi presupposti, Bibbia d’Asfalto si pone il problema di essere raccolta di punti di vista su questo ambiente e su ciò che esso comporta. Il termine bibbia, di derivazione greca, sta a significare infatti “libro”, ma le origini precise del termine si perdono nel tema mediterraneo *plu che significa “crescita”. E che questo possa essere di buon augurio.

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