La “frontiera” del dire

Una nota di Marco Ercolani a “Sotto notti altissime di stelle” di Francesco Macciò

Francesco Macciò - Sotto notti altissime di stelle (copertina di Luca Moisio Corsello)
Francesco Macciò – Sotto notti altissime di stelle (copertina di Luca Moisio Corsello)

Sotto notti altissime di stelle (pubblicato nel 2003 dalle Edizioni Agorà e ora riproposto come ebook da Matisklo Edizioni, 2013, con una nota di Mirko Servetti che si aggiunge alla prefazione di Luigi Surdich) è il primo volume in versi di Francesco Macciò. Ligure di nascita, Macciò dipana una poesia complessa e semplice, classica e persuasiva, intrecciata alle memorie, ai sentimenti, ai paesaggi, alla storia. Il lavoro poetico, in questo come nei libri successivi, pur traversato dall’intensità di una ricerca linguistica anche erudita, non cerca nessun orizzonte sperimentale ma apre e inventa, attraverso nuove forme e anche lingue diverse, una tensione musicale del dire, un dettato di forte e austera concentrazione espressiva. Alcune delle poesie presenti nel libro, da La Corsica con i tuoi occhi a Il monte di Bormano, restano nella memoria per la ferma classicità dei paesaggi e delle emozioni descritte, ma anche per una narratività, a volte ellittica e icastica, franta e inquieta, che sviluppa rapsodicamente i suoi temi. La poesia di Macciò, debitrice anche della levità epigrammatica di Giorgio Caproni, non antepone la ricerca stilistica alla necessità di comunicare, semmai trova la lingua giusta per il messaggio da esprimere, sia esso amoroso, riflessivo o soltanto ludico.

Francesco Macciò
Francesco Macciò

E la lingua è quella che non si costruisce con la logica ma che si trova all’interno di una ricerca costante delle musicali molteplicità della parola (in Macciò è sempre presente un forte e articolato elemento ritmico che non appiattisce i versi a pure cronache di eventi interiori o esteriori). Una poesia che si pone in una sua “frontiera” del dire, a testimoniare il sentimento dell’amore, l’angoscia del nulla, lo stupore del paesaggio, che spesso convivono e si compenetrano in sequenze e variazioni: versi come “salendo strade alte e deserte / sotto notti altissime di stelle” o “Non scendere, Mira, in questa sponda / di nebbia, lenta al confine tra i monti / e le acque nomadi e silenziose” mostrano non solo la liricità inattuale e antica del poeta ma qualcosa che supera questa liricità e rivela un io vibratile e smarrito ma potente e umano nella sua condizione di sradicamento. “Assolutezza romantica e percezione del relativo si coniugano” come bene commenta Luigi Surdich nella prefazione, ma è anche vero, come scrive Mirko Servetti nella sua nota di lettura, che “l’Indicibile visionario e immanente di Francesco sospende la parola a una attesa che non avrà mai termine”.
Sotto notti altissime di stelle, da tempo introvabile come libro, rinasce oggi come eBook nelle giovani Matisklo Edizioni, e non possiamo che salutare questa nuova/antica pubblicazione con la gioia di chi ritrova l’ “inizio” di un vero poeta, le tracce sempre importanti del primo libro. Il verso “Forse laggiù si potrebbe abitare…”, con cui si conclude il libro, è però seguito una parentesi: in mezzo alla parentesi una frase che non esiste, un nulla, un vuoto graficamente ed esistenzialmente carico di futuro, di possibilità, di speranze. Si potrebbe dire che questo finale sospeso è un “abitare l’attesa”, come testimonierà con esemplare chiarezza il libro più recente di Macciò, il cui titolo è, appunto, Abitare l’attesa.

Marco Ercolani

Marco Ercolani
Marco Ercolani

Marco Ercolani nasce a Genova nel 1954. Tra le sue ossessioni: i racconti apocrifi, le vite immaginarie, la poesia contemporanea e il nodo arte/follia. È stato redattore di Fanes, rivista di cultura psicoanalitica, e di Arca. Quaderni di scrittura. Tra i libri pubblicati: Col favore delle tenebre (Coliseum, 1987), Praga (Ripostes, 1990), Visioni della natura (Corpo 10, 1990), Taccuini di Blok (Ripostes, 1992), Vite dettate (Liber, 1994), Lezioni di eresia (Graphos, 1996), Il mese dopo l’ultimo (Graphos, 1999) Carte false (Hestia, 1999), Il demone accanto (L’Obliquo, 2002), Taala (Greco & Greco, 2004), Il tempo di Perseo (Joker, 2004), Discorso contro la morte (ivi, 2008), A schermo nero (QuiEdit, 2010), Sentinella (Carta bianca, 2011), Turno di guardia (Il Canneto, 2011) e Prose buie (L’Arca felice, 2013). È autore di Fuoricanto (Campanotto, 2000) e Vertigine e misura (La Vita Felice, 2008), due volumi critici sulla poesia contemporanea, e di un saggio sul nodo arte/follia, L’opera non perfetta (Nicomp, 2010). Cura il libro collettivo Tra follia e salute: l’arte come evento (Graphos, 2002). In coppia con Lucetta Frisa, scrive L’atelier e altri racconti (Pirella, Nodi del cuore 1987), (Greco & Greco, 2000), Anime strane (ivi, 2006), Sento le voci (La Vita Felice, 2009) e Il muro dove volano gli uccelli (Arcolaio, 2013) . Sempre con Lucetta Frisa cura, per le Edizioni Joker, la collana I libri dell’Arca.

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Francesco Macciò
SOTTO NOTTI ALTISSIME DI STELLE
Prefazione di Luigi Surdich
Introduzione all’edizione digitale di Mirko Servetti
Foto di copertina di Luca Moisio Corsello
ISBN 978-88-98572-07-6
Matisklo Edizioni
COMETE – collana di poesia
prima edizione, dicembre 2013
2,99 euro

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