Bibbia d’Asfalto: -3

cover01Mancano tre giorni, anzi meno, all’uscita del primo numero di Bibbia d’Asfalto, quadrimestrale di letteratura e arte varia, frutto della collaborazione tra Bibbia d’Asfalto – Poesia urbana e autostradale e Matisklo Edizioni.

La rivista contiene, oltre ai contributi in prosa/poesia/immagine di più di venti autori selezionati dalla redazione, un’intervista a Davide Zizza (l’EstroVerso, Poetarum Silva),  un interessante saggio di Lamberto Garzia sulla poetica di Giuseppe Conte, una recensione di Vera Bonaccini su “Amori amari” di Lucia Piombo, una lettura di Marco Nuzzo di “Un lembo di cielo” di Felice Serino ed un pezzo a firma di Andrea Doro dal titolo “Che cazzo è un poetry slam?“. Oltre naturalmente a segnalazioni di libri, concorsi, risorse gratuite.

Insomma, più di ottanta pagine di arte e letteratura. In anteprima, l’editoriale di questo primo numero (a firma di Enzo Lomanno). Per il resto dovrete aspettare martedì, quando Bibbia d’Asfalto sarà disponibile in formato PDF nelle principali librerie on-line.

 

Mi chiedono qui, sti tizi loschi della Matisklo, di fare un editoriale che introduca i fondamenti di questa rivista e che in qualche modo spieghi come mai un bel giorno di novembre 2012 abbia deciso, nonostante sia un fancazzista di fama mondiale, di intra­prendere l’iniziativa del blog e di tutto ciò che ne è venuto fino ad oggi (compresa questa rivista).

Io ho cercato di spiegare che non ne sono capace, ma al “son cazzi tuoi” digrignato da Francesco Vico e ai suoi splendidi occhi bovini non ho saputo dir di no. Quindi chiedo venia ai futuribili lettori di codesto editoriale e procedo nel classico modo che tutti forse già conosciamo.

Che cosa è Bibbia d’Asfalto?

Da buon bestemmiatore nato in paese cattolico vi spiegherò nel modo più classico che conosco.

Genesi 1.0: In principio era il Verbo.

È così che voglio iniziare questa rivista, con un’altisonante frase del Libro dei Libri (visto anche il possibile plagio che reco a tutti i cristiani del mondo scippando il nome Bibbia).

Sì perché il giochino, signori miei, è tutto lì. Le stramaledette parole, il loro sinuoso senso di pacata dipendenza. Loro e il gustoso senso di creare che riescono a trasmettere anche al più disgraziato, degenerato scrittore del globo.

Le parole, signori miei, sono eque, e ciò da sempre ha coinciso con l’alto senso di responsabilità che non ho mai avuto.

Scrivo da parecchi anni, come molti di voi gentili lettori, ho avuto le mie esperienze in diversi contesti, quali Internet con blog di varia natura, fantomatiche case editrici che cavalcano il desiderio di ognuno di noi di esser letto per spillare quattrini, ed infine, non per ultimo ma anzi per primo, i famosi salotti dell’Elite.

Ecco, qui vorrei sottolineare il senso di disgusto che molti di questi mitologici salotti mi recano. Perché, a parer mio, hanno disatteso il senso stesso di ciò che professano, di ciò che vanno a ciarlare, riempiendosi la bocca di paroloni e di onanistiche logos eiaculazioni.

Nella mia esperienza di “poeta” vi posso garantire che mi è capitato di leggere di tutto, e spesso mi sono reso conto di quanta gente brava, ricca di talento ci sia in giro. Spesso questi autori rimangono nascosti e quando anche cercano in qualche modo di uscire allo scoperto, ecco che subito si trovano difronte ad uno scalino immenso. Fatto di No elusivi, senza significato alcuno, da parte di queste fantomatiche figure che invece dovrebbero sostenere l’arte, renderla fruibile attraverso gli strumenti che fortunatamente possiedono.

Dopo anni di frustranti tentativi, alla ricerca di location adeguate al vero senso di tutto ciò, mi sono detto “cazzo ora mi sono rotto le palle e lo faccio io”.

Ecco, questo è il motivo per cui nasce Bibbia d’Asfalto, il motivo per cui combatto e combattiamo e con cui mettiamo al riparo tantissimi nomi della letteratura contemporanea che vogliono cimentarsi, creare movimento e che soprattutto cercano con tutte le loro forze di esorcizzare il primo e più grande male che affligge l’arte qui in Italia: l’ego.

Con Bibbia d’Asfalto (tutto il team) e i ragazzi della Matisklo iniziamo questa avventura, fieri, sicuri di portare avanti l’unica cosa che conta dell’arte: la Bellezza. Bellezza contestualizzata però ai giorni d’oggi, fatta di strade, asfalto, metropolitane e vita. Gente che soffre che ride che s’incazza ed esterna il sentimento attraverso poesia, narrativa, arte pittorica e fotografica.

Diamo, lo dico per primi a voi lettori, un senso vero a ciò che nel panorama Italiano non si può più negare.

Tutto sprofonda sempre più nel caos.

L’arte delle parole (come la vera Bibbia ci insegna) serve a risorgere.
A rinascere!

Enzo Lomanno

 

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