Tre poesie da «Parole di prima e di poi» di Giulia Vay

giuliavay
Giulia Vay

Pubblicata giusto qualche giorno fa – per la precisione il 25 giugno – nella nostra collana Comete, dedicata alla poesia contemporanea, la bella opera prima di Giulia Vay è riuscita da subito ad entrare in classifica fra più venduti su Ultima Books.
Un buon segno, a testimonianza di un rinnovato interesse per la poesia, povera Cenerentola relegata sul polveroso scaffale di fondo in tutte le librerie? Confessiamo che nemmeno noi, per quanto ottimisti e appassionati in quello che facciamo, ci azzardiamo a sperare in un simile miracolo. Ci basta poter fare una volta tanto gli antipatici – una cosa che ci riesce perfino bene – e pronunciare il fatidico: «noi ve l’avevamo detto!»
Per farlo abbiamo addirittura scomodato il curatore della collana in persona, il nostro Carlo Molinaro, che ha seguito passo a passo la gestazione di Parole di prima e di poi e ha steso la prefazione. Proprio Carlo, nel presentare l’opera al pubblico ha parlato di poesia che «non passerà inosservata» e di una silloge che «colpisce direttamente al cuore» tutti i lettori.
Non possiamo che essere d’accordo con lui e invitarvi alla lettura di un’autrice che, al suo esordio, è stata già accostata a Wisława Szymborska e ad Alda Merini per la potenza evocativa dei suoi versi.
Parole di prima e di poi – l’acquerello in copertina è di Marina Baruffi – è disponibile a 2,99 Euro in tutte le librerie on-line (l’elenco completo lo trovate QUI). In questa sede vi proponiamo tre poesie tratte dalla raccolta.

Anche dopo di me

Avrei voluto i tuoi pensieri
più sinceri e reconditi, perché è lì
che ci saremmo incontrati.
È stata un’intuizione
senza margine di errore,
te ne sei andato con un bacio
e non sei più tornato.
Ciò che credo tu non abbia capito
è che ti avrei dato
quello che non sai dare
perché rimanesse tuo,
anche dopo di me.
Ho amato anche te
senza amplesso e senza orgasmo
nel solo, possibile senso
che ha l’amore, senza condizioni.

La poesia non serve a niente

La poesia non serve a niente
se si scrive per i poeti.
La poesia va capita da tutti
perché tutti sono poeti,
solo che non lo sanno.
La poesia non servirà a niente
solo quando lo sapranno.
Oh, se non servisse a niente!
Sarebbe tutto molto bello…

Autunno

Eppure a me questo pare un autunno,
nonostante il poeta sostenga non ci siano più
stagioni. Mi pare un autunno, come sempre
le foglie cambiano colore e cadono,
il cielo è spesso grigio, piove, talvolta
un giorno di sole come un rimpianto.
Arriva l’autunno ed il freddo, coperte sul letto,
maglioni stanati da lunghi letarghi
e la malinconia
per le cose perdute, il tempo passato, la vita
persa dietro ricordi e lamenti.
Questo è l’autunno per tanti poeti
di oggi, da secoli, checché ne dica
quel buffo poeta.

________________

parolediprimaedipoiGiulia Vay
Parole di prima e di poi
Prefazione di Carlo Molinaro
Immagine di copertina di Marina Baruffi
ISBN: 978-88-98572-19-9
Matisklo Edizioni, giugno 2014
2,99 Euro
Acquista
Leggi di più
Scarica l’anteprima gratuita

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...