In libreria: “Atti di giustizia postuma” di Marco Ercolani

attidigiustiziapostumaC’è chi ha fatto della scrittura apocrifa, del parlare con la voce di altri (o del far parlare altri con la propria voce, la differenza resta sottile e non sempre ben definita) un elemento fondante delle proprie opere. Basti pensare a Jorge Luis Borges. O a certi romanzi di Umberto Eco. Esempi se ne possono trovare quanti se ne vuole, dal manoscritto che Manzoni sostiene essere stato all’origine dei Promessi Sposi a “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar, e in fondo ogni volta che uno scrittore scrive una riga di dialogo sta in qualche maniera producendo un apocrifo, sta parlando attraverso la voce di un suo personaggio e contemporaneamente dando voce a quel personaggio attraverso la propria.

Atti di giustizia postuma” di Marco Ercolani, che esce oggi per la collana Vertigini, si spinge a fondo in questo sentiero: lettere, appunti, frammenti di diario attribuite ad un nutrito numero di autori (si va da Anna Achmàtova a Samuel Beckett, da Franz Schubert a Marcel Proust, ma la lista completa ne contiene ben ottantacinque), che gettano nuova luce sulla loro vita storia, sui loro pensieri, sul rapporto tra la vita e la produzione artistica. Il tutto realizzato con un’attenzione quasi maniacale alla verosimiglianza, Ercolani stesso definisce la sua passione per l’apocrifo “ossessione”,  senza mai uscire dal “personaggio”, senza che mai l’autore perda di vista ciò che è realmente esistito e ciò che è stato realmente prodotto.

Ma allora la “voce” di Ercolani, in questo gioco di imitazioni e rimandi, dov’è? Si può intuire sicuramente, come fa notare Antonio Devicienti nella prefazione, dalla stessa scelta dei nomi che compongono il libro, apparentemente slegati tra loro ma rappresentativi della produzione dello scrittore e già approcciati in altre sue opere, così come in quel titolo che è allo stesso tempo base e progetto dell’intero libro: una serie di “Atti” (prove, testimonianze, quasi si trattasse di un’indagine o di uno studio, non dimentichiamo che Ercolani oltre ad essere scrittore è anche psichiatra) “di giustizia” per ridare voce – seppur appunto apocrifa, “postuma” – a coloro che voce più non hanno, pur avendola mantenuta attraverso le proprie opere.

C’è dell’ingegno, in tutto ciò, e una profonda conoscenza della materia ed un attento lavoro di scrittura, ma soprattutto c’è una profonda passione per l’arte e per i suoi artefici. In fondo, forse, questo libro è semplicemente questo: un appassionato gesto d’amore.


marcoercolaniMarco Ercolani è nato a Genova nel 1954, dove vive e lavora come psichiatra. La scrittura apocrifa e il nodo arte/follia sono le sue ossessioni dominanti. Numerose sono le sue pubblicazioni, in ambito sia scientifico sia letterario, sia come unico autore sia in coppia con Lucetta Frisa.
È stato redattore della rivista di cultura psicoanalitica «Fanes» (1989-1991), di «Arca» (1992-1997) e «Arca. Quaderni di scrittura» (1997-2004). Collabora a siti web letterari, quali La dimora del tempo sospeso, Zibaldoni e altre meraviglie, Fili d’aquilone, Biblioego, Doppio zero, Poesia 2.0 e Quidculturae.
Clicca qui per la biografia completa.


attidigiustiziapostumaMarco Ercolani
ATTI DI GIUSTIZIA POSTUMA

349 pp. (formato PDF)

ISBN 978-88-98572-27-4

Matisklo Edizioni, novembre 2014
“Vertigini”, collana di narrativa a cura di Vera Bonaccini

Leggi di più
Acquista
Scarica l’anteprima gratuita

(disponibile dei formati ePub, Mobi, PDF)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...