La psicopatologia dello scrittore webbico – di Raffaele Abbate

Ripetere che la forma influenza il contenuto (e viceversa) quando si parla di libri e scrittura, e che questa influenza assume spesso modalità non intuitive, è un po’ come ripetere che l’acqua è bagnata. Eppure, se questo principio è sempre ben chiaro quando si parla ad esempio del genere del romanzo (che si è sviluppato ed affermato grazie alle caratteristiche dell’editoria cartacea, ed ha a sua volta influenzato pesantemente questa fino a ricoprire un ruolo fondamentale ed imprescindibile nella stessa) non sempre questo è del tutto chiaro a tutti quando si parla di scrittura in altri ambiti meno “ufficiali”, ad esempio quella che si realizza attraverso i Social Network.

Scarseggiando – per ovvie ragioni di attualità del fenomeno e di particolarità dello stesso – testi di riferimento a riguardo, riproponiamo l’intervento di Raffaele Abbate (comparso il 17 febbraio sul suo profilo Facebook). Sua particolarità – una delle sue particolarità – è affrontare tale argomento “dall’interno”: parlare di scrittura sui Social Network scrivendo su un Social Network significa anche applicare in una qualche misura gli stessi elementi che si vanno ad analizzare, aggiungendo un ulteriore possibile livello di riflessione oltre a quello dell’argomento in sé.

Proprio per sottolineare la particolarità di tale scrittura, si è mantenuta nel testo l’impostazione originale, comprensiva di refusi: questi, pur non svilendo il messaggio in sé, contribuiscono a sottolinearne la destinazione originaria.

LA PSICOPATOLOGIA DELLO SCRITTORE WEBBICO

La maggiore iattura del web sono i “maestri narratori”. Sono una schiera ed infestano il web e le scrivanie degli editori con le loro produzioni letterarie il cui valore è molto vicino allo zero.

Il simbolo di questa nefasta genia è un tale che ha scelto come nom de plume “Il Guerriero della Luce”.

raffaele abbate
Raffaele Abbate

La scelta del nome d’arte non è casuale: egli reputa sé stesso il faro illuminante della letteratura contemporanea, dai suoi pensierini assortiti trasudano stille di saggezza su ogni tema dello scibile umano.
E non parliamo quando delizia gli sventurati lettori con le sue banali vicende personali: dalla passeggiata nel bosco al colore della tappezzeria del suo salotto, dalle sue passeggiate cogitabonde in riva al mare alla contempazione dei vari volatili svolazzanti sulla sua verticale.

Che lo faccia Coelho è tollerabile, il suo epigono per nulla.

L’ho seguito a lungo nella varie peregrinazioni sui siti di scrittura, fino a quando, di recente, è scomparso dalla circolazione.

Non riporterò frammenti dei suoi parti letterari, basti sapere che sono scritti in un pessimo italiano, che le trame sono noiossime e piene di inutili lungaggini, che non si riesce, nella lettura, ad andare oltre la prima pagina.

Parlerò invece della sua evoluzione psicologica che lo ha condotto ad una vera e propria patologia: il delirio di onnipotenza. Racconto di lui, ma quanto dirò si attaglia a moltissimi aspiranti scrittori.

L’uso e l’abuso del web ha dato alla testa al nostro, perché non solo non era abituato ad interagire con gli altri, ma perché evidentemente soffriva di un eccesso di valutazione del proprio ego.

Esprimere liberamente e facilmente il proprio pensiero, senza vincolo alcuno, la possibilità teorica di “farsi leggere” in ogni parte del mondo, gli ha determinato e modificato sia gli strumenti cognitivi (intelligenza, memoria, comunicazione), sia quelli emotivi ed emozionali.

Il web, è notorio, offre la possibilità di ampliare a dismisura sé stessi ed è concreto il rischio dell’ingresso nella patologia e nella deriva virtuale.

Questa patologia si è manifestata nel nostro con la seguente gradualità:

I grado: Sono qualcosa di particolare rispetto agli altri.

II grado: Non sono particolare, bensì migliore degli altri.

III grado: Poiché sono il migliore, tutti dovrebbero condividere questa opinione.

IV grado: Sono l’unico a a conoscere la verità. Tutti devono credere alla mia verità e chi ha idee diverse dalle mie è nell’errore ed io non discuto con chi è in errore.

V grado: Chi contrasta, chi ha idee diverse dalle mie va evitato e per questo “bannato”

VI grado: Una volta escluse le altre opinioni dal proprio orizzonte la fase successiva è quella della mania di persecuzione. Sono nel giusto, sono il più bravo di tutti, gli altri sono invidiosi di me e complottano ai miei danni.

VII grado: Il mondo non mi capisce, non mi merita ed allora rifiuto il mondo.

Il nostro, da ciò che mi risulta, ha percorso tutti i gradi del delirio da onnipotenza, è arrivato all’ultimo.

Questa patologia si caratterizza anche per il lessico (abuso di aggettivi), per la forma (periodi brevi e flusso di coscienza a piene mani), per i contenuti delle trame (eventi personali irrilevanti narrati come eventi eccezionali).

In ultima analisi uno strumento come il web che gli avrebbe dovuto aprire il mondo ha determinato, paradossalmente, una chiusura al mondo.

Non accettando le critiche provenienti dall’esterno egli è rimasto solo con sé stesso.

Per questo è scomparso dal web.

Chi aveva avuto la sventura di leggerlo e di interagire con lui non se ne rammarica più di tanto.
Rammento risse furibonde ed insulti feroci contro malcapitati che avevano osato criticare le sue opere.
Per rafforzare il suo io ipertrofico il nostro ricorreva ad identità clonate che avevano la funzione di lodare gli scritti e di reagire, quali truppe cammellate, ai critici diffondendo inverosimili curricola di premi letterari quali il carciofo di bronzo di Roccacanuccia o la cozza d’oro di Tortoreto Lido.

Purtroppo la tipologia “Guerriero della Luce” si sta diffondendo in maniera endemica.

Ed essi sono merce pregiata per gli editori a pagamento, ma questa è un’altra storia.

17 Febbraio 2015 – Raffaele Abbate

Annunci

Un pensiero su “La psicopatologia dello scrittore webbico – di Raffaele Abbate

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...