In libreria: “Essenze a-mare” di Effe Sòla

Esce oggi nella collana Comete, dedicata alla poesia contemporanea, la raccolta Essenze a-mare, esordio in versi di Effe Sòla, al secolo Federica Flore, disponibile in tutte le librerie on-line – per l’elenco aggiornato si veda qui – nei tre formati canonici Pdf, ePub e Mobi, quest’ultimo specifico per Amazon Kindle. La copertina è di Karolina Bonfiglio, mentre il saggio introduttivo all’opera è di Fabio Barricalla, autore anche della bella presentazione che segue. L’opera sarà presentata ufficialmente al pubblico proprio oggi a Taggia, presso la sala polivalente dell’ex chiesa di Santa Teresa, alle ore 17.00 (per l’evento Facebook si veda qui).

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Effe Sòla, Essenze a-mare, copertina di Karolina Bonfiglio

Essenze a-mare di Effe Sòla è un esordio maturo, un’opera orchestrata con efficacia, che si arricchisce a ogni nuova lettura, com’è della grande poesia. Alle tematiche satiriche prevalenti (penso alle sezioni Bestiario, Ecce Homo, Università, La fragilità dei diritti) se ne affiancano di più leggere (Presa di coscienza, Breviario, Allo specchio, Alla Natura, Incipit) ma, se messe in relazione, l’insieme acquisisce un significato ulteriore che fa di questo libro non una semplice raccolta di poesie ma un compatto e robusto macrotesto in cui ogni singolo pezzo va preso e interpretato sia singolarmente sia mettendolo in relazione con tutti gli altri. Le due anime di Effe Sòla, quella politica e quella intimistica, si uniscono in Ecce Homo, forse il capolavoro della raccolta, un poemetto di oltre 300 versi, in cui l’autrice alla tematica attualissima della precarietà accosta quella della morte, la morte per suicidio: «Il concetto di precarietà è brutale / crea dipendenza / le coscienze si fanno avanti / sgomitando con fatica / tra folle di incertezze / in caleidoscopici panorami / di estrema confusione / la coscienza di me / tra caos e ordine: una precaria illusione? / Mi domando / ancora davanti al riflesso / di me sulla finestra / mi sfioro i capelli con le dita / controllo gli orecchini / i diciassette anni per mia nonna»; e ancora: «Eppure, tra noi sviluppati si estende / un fenomeno, il suicidio. / Suicida giudicato dai falsi buonisti / suicida il giovane senza lavoro / suicida il top manager che non coglie i frutti dagli alberi / suicida il vecchio che non si riconosce nelle sue rughe / profonde come le idee per le quali ha lottato. / Suicida il bambino violentato / suicida chi non arriva a fine mese». Lo stile è prevalentemente espressionistico: immagini forti, audaci, impietose, ma soprattutto crude e cruente, immagini che non possono che colpire il lettore: «Si è accesa la miccia. / Ho provato a morire / lo ricordo. Più di una volta / una manciata di anni / già con la voglia di gettarsi giù / dal quarto piano / in piedi sul calorifero / il cuore nello stomaco / voler provare / a sprofondare in quel cortile / dove / non c’era spazio per la mia femminilità. / Il rispetto, ho capito allora, è femmina»; e ancora: «al momento di alzarsi / buio e con un unico bisogno / di sentire scivolare / una lama sul collo / lentamente e dolce / il piacere della morte / l’unico con un punto di non ritorno». Impossibile o quasi trovare un punto di riferimento letterario all’interno della letteratura italiana. Bisogna guardare ai latini, a mio parere, per trovare qualcosa di simile, o per lo meno analogo. Per le tematiche, penso al satirico ‘indignato’ Giovenale: «La precarietà nega / il libero arbitrio. / L’uomo precario non / può essere libero cittadino / l’uomo precario non / è uomo politico / la precarietà ammazza Socrate / ci rende schiavi dell’ignoranza, ma / propone una contemporanea / chiave di lettura della mutabilità eraclitea. / Eraclito precario / Parmenide precario / Buddha precario»; e ancora: «E di pelle soltanto fantasie / D’appartenenza sociale / Le stelle / Si pensa sempre / Di poterle afferrare // E quella povera vecchia / Là che prega ancora. / Il suo bisogno di Libertà». Ma al tempo stesso penso, per la forma epigrammatica utilizzata nella maggior parte dei testi, a Marziale: «anni di sotterfugi e parole immonde. alcool non mente e / capisci il ribrezzo. capisci perché fin dall’inizio associavi / vipere di una società di vipere. stronze col sorriso. / viscide al confronto le serpi. / in cerca della marca, ma neanche un buon taglio copre le merde. / torrenti prosciugati dal sole. / aride / terre di catrame. / pece puzzolente. scorie. / putride carcasse galleggianti nella corrente della fogna a cielo aperto, ora»; e ancora: «togliti. // dovevi essere un padre. il mio. // togliti. un ordine sentito. // ignorante bestia feroce nascosta nelle tenebre delle bugie che trasudano dalla tua bocca. / lingua di serpente. / occhi di muffa. / lezzo come d’un animale della selva che accomuna i ladri e i porci». Leggendo Irrompe la scrittura, penso alla Dickinson: «Scrivi – sopravvivi – / parole – fermagli significato – / un attimo ed è eternità». La brevità e l’equilibrio di Breviario fanno pensare alla poesia giapponese; la Luna infatti è quasi un haiku: «rischiara anime / seppur tenebre in autunno, / luce verticale». L’apostrofe di Un cittadino, «Svegliati, tu che puoi / sii tu a seguirmi, cercare scorci / tra un mattone e una pianta / dal terrazzo spuntata», non può che riportare a Montale, quello degli Ossi, ‘liminale’: «Godi se il vento ch’entra nel pomario / vi rimena l’ondata della vita». Ma questi sono solo degli spunti di lettura: Essenze a-mare di Effe Sòla è ancora tutto da studiare.

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Effe Sòla, foto di Karolina Bonfiglio

Effe Sòla nasce a Sanremo il 26 febbraio 1985 come Federica Flore. Fin da bambina scrive poesie e sogna un futuro nel mondo letterario, ma negli anni, concentrandosi sullo studio – si laurea in Beni culturali prima, in Storia dell’Arte e Valorizzazione del Patrimonio artistico contemporaneo poi, e ottiene un Master in Art and Culture management presso Trentino School of Management – questo obiettivo rimarrà in secondo piano fino al 2012, quando partecipa al suo primo concorso per racconti brevi e viene selezionata con Solido cilindro di sterco, poi pubblicato nella raccolta Antologia della stronza (Argolibri). Nonostante prenda ispirazione dal mare, dalle relazioni interumane e dalla società dei bassifondi, ha bisogno della montagna per metabolizzare la sua scrittura e si ritira a Limone Piemonte, alternando questo momento con il lavoro in tre gallerie d’arte contemporanea a Torino e a Rivoli. Nel frattempo viene segnalata dalla rivista americana Fluster Magazine come uno tra i dieci candidati promettenti nella scrittura contemporanea italiana grazie al racconto Condizioni, dal quale poi nascerà il poemetto Ecce Homo, ma conosciuta ancora come Federica Flore, firma che mantiene per articoli e saggi di critica d’arte contemporanea, si veda Uno, Cento, Mille Casinò di Sanremo (De Ferrari editore). Con le sue poesie, Effe Sòla fa parte anche di altre due antologie poetiche di autori vari (Pagine edizioni), ma con Essenze a-mare esordisce con un’opera poetica tutta sua.

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essenzeamarecoverEssenze a-mare
Effe Sòla
Matisklo Edizioni
Prima edizione, marzo 2015
ISBN: 978-88-98572-48-9
Collana: Comete
Saggio introduttivo di Fabio Barricalla
Immagine di copertina di Karolina Bonfiglio
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