“La via dell’Agave” di Francesco Scopelliti

laviadellagaveL’agave. Una pianta orrida, spinosa, con petali grassi ed enormi. L’agave è tignosa il giusto; recidendola rilascia una gelatina urticante in grado di perseguitare per ore l’improvvisato giardiniere.

Questo l’incipit de “L’agave”, racconto d’apertura della raccolta di Francesco ScopellitiLa via dell’Agave” che esce oggi nella nostra collana di narrativa Vertigini.

Perché l’agave? Innanzitutto, perché la terra dove sono cresciuto, la Liguria, ne è piena. [… ] Tra il tramonto e l’alba, la bufera e la pioggia. Sopra e sotto la ferrovia, lei è lì, statica e forte. Paradigma di tutti quei luoghi in cui l’orizzonte non dà pace, ma agita gli animi di chi prova con ostinazione a guardare oltre.

Proprio gli uomini che con ostinazione provano a “guardare oltre”, siano essi manifestanti, rivoluzionari o semplici campanari, sono i protagonisti di questo libro, dove il racconto autobiografico si mescola alla critica del “grande inganno” di questa società che prima illude e poi bastona:

Così, in questo infame tempo postmoderno, dove non importa quanta terra è stata scavata attorno a sé e come si sono posizionate le radici; dove non interessa quanto si è solidi se arriveranno la pioggia e il fango, omologati in una distesa informe, a testa bassa, si è intrapresa la via dell’agave. Si impiega la vita nella stesura di un fiore, per emergere. Ma il nostro ego non è un vegetale, non ha la memoria chimica che non conosce il tempo e non capisce la differenza tra il suo sé e il resto. […] Persi a inseguire Talent Show, soldi facili, accaniti nella sopraffazione del prossimo, la via dell’agave ci ha portato in un campo minato. Svanite le piccole cose, il concetto di moltitudine, la forza delle dita che si uniscono nel pugno, ci siamo spezzati le nocche in solitudine. Abbiamo scagliato le nostre spine tra di noi.

francescoscopelliti
Francesco Scopelliti

Si alternano a fare da sfondo – ma si tratta di uno sfondo che svolge il ruolo di protagonista esso stesso –  in queste storie che più che di quotidiana sconfitta sono frammenti di quotidiana consapevolezza, tre paesaggi, a volte sovrapposti: quello dell’estremo ponente ligure, una terra dura risultato della continua lotta dell’uomo contro il proprio ambiente, quello della manifestazione e dello scontro di piazza, e quello del ricordo di un’infanzia che – pur con tutta l’ingenuità che la contraddistingue – non prende mai l’aspetto del rimpianto di un’epoca felice, piuttosto contiene già in sé tutti quegli elementi e contraddizioni che si svilupperanno con il passare degli anni.

Un libro da leggere per avere un quadro complessivo del nostro presente, schiacciato tra sogni e cruda realtà, tra meravigliosi paesaggi e la violenza che in quegli stessi paesaggi è contenuta neanche troppo nascostamente. Basta sapere dove guardare. e lo sguardo di Scopelliti si muove senza inutili pudori per dimostrarci quanto siamo, tutti, innocenti e colpevoli assieme.


laviadellagaveFrancesco Scopelliti
LA VIA DELL’AGAVE

Prefazione di Geraldina Colotti
Copertina di Opiemme

Matisklo Edizioni, aprile 2015
Vertigini, collana di narrativa a cura di Vera Bonaccini

2,99 euro
(disponibile nei formati ePub, Mobi e PDF)

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