“Volete davvero essere i figli scemi?” – Vera Bonaccini

Dal numero 4 di Bibbia d’Asfalto, quadrimestrale di letteratura e arte varia: Vera Bonaccini sull’editoria a pagamento.


bda04Questo testo è per voi che scrivete e pubblicate a pagamento.

Voi, che spendete 1200 euro o più per avere un volume col vostro nome in copertina che, nella maggior parte dei casi, non vedrà altra libreria se non quella nel salotto di vostra zia.

Voi che no, non avete speso niente, avete giusto acquistato qualche copia (!) e avete finito per trasferirvi a vivere nel salotto di vostra zia perché, in casa vostra, con tutti quegli scatoloni di libri, non ci si gira più.

Voi che ve ne state un pomeriggio a casa vostra, con molti euro in meno e parecchi scatoloni di libri identici in più; voi che, emozionati come non mai, raccogliete con mani tremanti una copia del vostro tanto anelato volume, la aprite e vi trovate di fronte a così tanti refusi da sentire in lontananza la buonanima della vostra maestra delle elementari rigirarsi gridando nella tomba.

Voi che scegliete di pubblicare a pagamento, illuminatemi!!! Perché?

Perché non credete in quello che fate?

Perché scegliete di pubblicare a pagamento invece di sottoporre i vostri testi alla valutazione di una casa editrice che non pagate e che quindi è in grado di dirvi davvero se sono validi o meno?

Perché, nel caso in cui una o più case editrici NO EAP abbiano deciso di non pubblicarvi, non continuate a spedire ad altre case editrici NO EAP invece di ricorrere al potere del vil denaro?

O anche: perché nel caso in cui una o più case editrici NO EAP abbiano deciso di non pubblicarvi, non vi prendete un momento per capire se il vostro manoscritto potrebbe essere migliorato in qualche modo al fine di risultare più convincente?

O pure: perché nel caso in cui più case editrici NO EAP abbiano deciso di non pubblicarvi, non vi autopubblicate, invece di pagare profumatamente qualcuno per farlo al posto vostro?

Si critica tanto l’editoria a pagamento ma siamo onesti, l’editoria a pagamento esiste perché esiste qualcuno che è disposto a pagare per essere pubblicato.

Ebbene, voi drogati di vanity press, sappiate che così facendo fate danno.

Fate danno a tutta l’editoria italiana perché saturate il mercato di libri che, onestamente, non avrebbero ragion d’essere.

Fate danno a chi cerca un editore serio con cui pubblicare perché, nel momento in cui questi si trova a inviare dei manoscritti, si trova anche a doversi districare tra schiere e schiere di case editrici a pagamento che voi, Signori, mantenete.

Fate danno a chi legge e si trova ad acquistare incautamente un libro brutto pubblicato a pagamento, ottenendo l’effetto di ridurre l’acquisto da parte dei lettori di libri scritti da esordienti e di spingere sempre più il lettore ad affidarsi nelle sue scelte quasi unicamente a grosse case editrici, onde evitare spiacevoli sorprese. Ovviamente, in questo caso, fate danno ai bravi autori esordienti e alle case editrici piccole e serie (che magari, in altri contesti, avrebbero potuto anche pubblicare voi).

Fate danno agli autori in generale che non vedono arrivare il loro libro in libreria perché i librai non riescono a stare dietro all’infinità di libri che escono ogni anno in Italia (parliamo di circa 70000 titoli) e, giustamente, come i lettori, si affidano a realtà sicure che già conoscono.

Ma soprattutto fate danno a voi stessi e ai vostri scritti.

Conosco alcuni autori, anche validi, che hanno scelto di pubblicare a pagamento; quando domando loro le motivazioni di tale scelta mi sento sempre rispondere cose del tipo: “Che ci vuoi fare, ormai TUTTI ti chiedono soldi per farti pubblicare.”, “Che ci vuoi fare, tanto SE NON CONOSCI QUALCUNO non ti pubblicano.” “Che ci vuoi fare, fanno pagare, è vero, ma sono UNA CASA EDITRICE SERIA.” “Che ci vuoi fare, DEVI ACQUISTARE UN TOT DI COPIE, ma poi come autore ti seguono, fanno promozione, ecc.”, “Che ci vuoi fare…”

Ecco, io fare, non è che ci voglio (o posso) fare poi molto; posso solo dirvi, per esperienza, che non è vero che tutti ti chiedono soldi per pubblicarti; che non è vero che se non conosci non pubblichi; posso solo dirvi che una casa editrice è seria quando non chiede un contributo economico ai suoi autori; che una casa editrice seria segue i suoi autori prima, durante e dopo la pubblicazione del libro anche se l’autore in questione non acquista nemmeno una copia del libro suddetto.

Posso dirvi anche che pubblicare a pagamento, per fretta, ingenuità o vanità che sia, equivale a parer mio, a svendere il proprio talento e, Signori, un consiglio: se siete i primi a non crederci, non potete lamentarvi poi se non ci credono gli altri.

Consiglio a tutti la lettura dell’intervista che Tullio Pironti (Tullio Pironti Editore) ha rilasciato a Stefano Piedimonte relativa alla sua scelta di diventare un editore a pagamento, pubblicata su L’Unità nel Luglio 2013

(http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/2565000/2562507.xml).

Alla domanda: «Va fiero di tutti i libri che pubblica? Le capita mai di mettere la sua firma di editore su testi di cui non è orgoglioso?» Pironti risponde: «Sì, mi capita. Quando succede, non li pubblicizzo. Cerco di farli passare inosservati, li considero dei figli scemi».

Volete davvero rischiare di essere i figli scemi?!


bda04Bibbia d’Asfalto
quadrimestrale di letteratura e arte varia

Numero 4, aprile 2015

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4 pensieri su ““Volete davvero essere i figli scemi?” – Vera Bonaccini

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