Della gentilezza poetica e dei 15 minuti di famosità

catalanocorviIeri mattina verso le nove viene pubblicato da un utente Facebook che, almeno secondo quello che siamo riusciti a capire, si occupa di comunicazione artistica e scrive e fotografa, questo status di Facebook: “Nel suo spacciare per poesia degli sketch di Zelig che ogni tanto vanno a capo Guido Catalano andrebbe appeso per le caviglie lasciando che se lo mangino i corvi.

Lo status viene immediatamente ripreso da Guido Catalano stesso, che riguardo ad “attacchi” e “battute” di questo tipo negli anni si è fatto il cosiddetto “pelo sullo stomaco”, il quale risponde – tra le altre cose – con “Fino ad oggi mi avevano dato del “Criminale Poetico Seriale” (che mi garba, tra l’altro), o del “Volo della Poesia”, nel senso del vecchio Fabio, non il trio di tenori (garberebbe assai al mio commercialista e ai miei editori, ma siamo ancora lontani).In alternativa si è affermato che gli amanti della roba che scrivo siano degli ignoranti e/o rimbambiti (mia madre è abbastanza d’accordo). Nessuno ancora mi aveva augurato una morte violenta (posto che l’essere appeso per le caviglie e mangiato dai corvi, si possa annoverare tra le morti violente. Temo di sì).”.

Senza voler entrare nel merito di questioni troppo complicate per esaurirsi in un post su un blog, quali dove finisce la poesia ed inizia il cabaret o dove finisce la “battuta” e dove inizia la “bestialità”, solo una riflessione (magari banale): le parole hanno potere. Anche – soprattutto – in questo presente fatto di social network e scambi di tweet, di tanta di quell’informazione da non sapere che farsene e neppure bene come fare a gestirla, di analfabeti funzionali e di notizie-bufala fatte per attirare click, la parola scritta ha un ruolo centrale. Molto più che nell’epoca d’oro della televisione. Molto più che nell’epoca d’oro della poesia, se mai c’è stata. Forse – concetto di cui in Matisklo siamo sempre più convinti – è proprio questa l’epoca d’oro della poesia, intesa come la maniera più attenta ed “affilata” di utilizzare le parole.

Il resto è fuffa, o al limite il tentativo di arrivare a quei famosi 15 minuti di famosità.

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3 pensieri su “Della gentilezza poetica e dei 15 minuti di famosità

  1. Dopo la tv spazzatura abbiamo avuto il web spazzatura. I social, da quando esistono, non fanno che amplificare tutto, bello e brutto. Purtroppo ce n’è tanto di brutto 😦

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