I diari della varicella: un assaggio

Giorno 1

La piccolina ha la varicella, prima delle malattie infettive a entrare a casa nostra.

A dire il vero, nel fantastico inverno 2009, quando la famiglia calandriello uscì di casa al completo a inizio gennaio (11, per la precisione) (decimo anniversario della morte di faber) (per la precisione) e poi potè replicare tale lieto evento l’8 marzo (festa della donna) (per la precisione), visto che nel mentre a turno le catarros erano sempre malate (da qui il soprannome sorelle catarro) (per la precisione), ad un certo punto sembrava che luvi avesse preso ANCHE la varicella, rivelatasi poi invece l’effetto di un cioccolatino di troppo.

Il lieto evento è stato annunziato domenica mattina da un’esplosione di panico tra i genitori dei suoi compagni di classe.

Bella idea whatsapp, davvero; bellissima idea creare un gruppo con tutti i genitori della classe di virginia, specialmente se tu, rappresentante di classe, invece di smenare 26 sms puoi scrivere 1 messaggio, davvero.

Peccato però che il gruppo sia, come dire, un filo suggestionabile.

Tipo che se una scrive che l’indomani c’è da portare una maglietta bianca ci sono bambine che, nel dubbio, si sono presentate vestite da sposa oppure direttamente immerse nella panna montata.

Quindi, all’annuncio della prima pustolina sul petto di un bambino, tempo zero si è scatenato il finimondo: code ai supermercati, finestre sbarrate tipo new orleans prima di katrina, furti seriali, atti di cannibalismo, anche autoindotto.

Domenica a pranzo, sembrava di essere in guerra, sacchi di sabbia, elmetti, fucili spianati, ordine di sparare a vista.

Roba che los angeles quando avevano assolto i poliziotti che avevano seccato rodney king c’era stata una cazzo di parata festosa, belìn.

Roba che the walking dead al confronto è una puntata di peppa pig.

Noi avevamo visualizzato una pustolina, di forma sospetta, ma non chiaro segno del demoniaco virus. La ragazza sembrava serena, quindi il mio programma di domenica casalinga in attesa del derby è stato accantonato in favore di solare passeggiata.

Tornati a casa, l’immondo segno di satana era ancora tranquillo al suo posto, MA non aveva fatto proseliti, quindi avevamo stabilito che l’infezione non aveva attecchito.
Nel frattempo, il virus si propagava coinvolgendo diversi alunni, i loro parenti, amici, conoscenti, negozianti attigui, al punto che la giunta comunale di finale ligure stava valutando di dichiarare lo stato di calamità.

Sarebbe stata una lunga notte.


coverAlberto “Il Cala” Calandriello
I DIARI DELLA VARICELLA

Collana Scintille
ISBN 978-88-98572-69-4 (eBook, 0,99 euro)
ISBN 978-88-98572-70-0 (cartaceo, 7,00 euro)

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