¡Afuera Todos Saben Vivir!

afueratodossabenvivirDisponibile da oggi la raccolta di poesia “¡Afuera Todos Saben Vivir!” di Jaime Andrés De Castro, a breve distanza dall’uscita di “Io non mangio di quel pane” di Benjamin Péret (edizione a cura di Carmine Mangone) sempre nella nostra collana Comete dedicata alla poesia.

“¡Afuera Todos Saben Vivir!” (84 pp., 2,99 euro eBook e 10 euro cartaceo) è l’opera prima di Jaime, classe 1993, di origini colombiane ma residente in Lombardia dall’età di 6 anni. Dice nell’introduzione Vera Bonaccini: “Dice la verità Jaime; la verità di chi, nato negli anni ’90, si è visto depredare il futuro senza potersi opporre, ottenendone in cambio questi anni zero fatti di un nulla sempre più asfissiante, di una televisione anestetizzata e anestetizzante, di bombe fuori moda, di paure dorate in cui ci si rifugia perché un’alternativa vera non esiste.”

Eppure, nonostante la crisi – non solo economica – di cui proprio la generazione dei ventenni sta pagando il prezzo più alto, non manca nelle poesie di Jaime una nota di speranza, sotto forma di “un’affermazione netta della propria identità e del proprio sentire che diventa una sorta di vessillo, una risata cristallina capace di diradare una volta per tutte i fumi dell’ipocrisia e delle convenzioni, ricordandoci che c’è un oltre poco più distante del nostro naso e che non tutto è sempre così schematizzato come ci tendono a raccontare, che c’è ancora chi non riesce ad integrarsi e non ha alcuna intenzione di rinunciare al proprio Sé.”

Da un punto di vista più “tecnico” i brani che compongono “¡Afuera Todos Saben Vivir!” sono caratterizzati dall’uso del verso libero, legato più a questioni di respiro e senso che di forma e ritmo, e dalla presenza costante per tutta la raccolta di un interlocutore cui l’autore si rivolge, come a sottolineare la necessità per la poesia di essere comunicazione senza perdersi nel soliloquio, di essere parola detta a qualcuno – quindi dialogo – e mai monologo o lezione. Jaime, con le sue poesie, ci racconta il mondo che vede non dall’alto del suo ruolo di poeta ma dai suoi poco più che vent’anni, che nonostante possano sembrare pochi sono proprio l’età giusta per far parte di quella “Generazione Perduta del ventunesimo secolo” e per raccontarne e condividerne paure e speranze senza accomodamenti o semplificazioni.


afueratodossabenvivirJaime Andrés De Castro
¡AFUERAS TODOS SABEN VIVIR!

Comete, collana di poesia

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