Sabato 12: The Saturday Raindogs Poetry Night

eventofbQuando abbiamo iniziato con le Raindogs Poetry Night non esisteva ancora Matisklo Edizioni. Le prime volte che se ne è parlato non esisteva neppure il Raindogs, o meglio era un cantiere in corso prossimo all’apertura.

Le prime Raindogs Poetry Night erano appuntamento del giovedì, con il trasferimento del Raindogs da Via Chiodo al palazzo delle Officine Solimano in Piazza Rebagliati si sono spostate alla domenica, da quest’anno abbiamo l’onore (e l’onere) del sabato sera.

Quella di sabato 12 novembre a partire dalle 21:00 sarà la prima Raindogs Poetry Night della stagione 2016/2017, la prima di sabato, la prima a testare una nuova forma di conduzione, più adatta al fine settimana e all’idea di “poesia come arte, spettacolo e intrattenimento” che da sempre ha contraddistinto le Poetry Night.

Perché questo è stato lo scopo, fin dall’inizio quando si trattava di una serata al mese per leggere le proprie cose tra amici: dimostrare che la poesia merita lo stesso spazio della musica, del teatro, dello spettacolo. Dimostrarlo non portando ragionamenti basati sulla sua importanza culturale e artistica, ma mettendo in piedi una serata che sia divertente e interessante anche per chi la poesia l’ha lasciata sui banchi di scuola e non l’ha mai più incrociata. Dimostrarlo facendolo.

Sabato sarà quindi la continuazione di questa strada già tracciata con le edizioni precedenti e allo stesso tempo un nuovo inizio. Una nuova sfida. Un nuovo capitolo (una nuova puntata se preferite i paragoni con le serie TV) di una storia che nel tempo è cambiata pur rimanendo la stessa, si è arricchita di nuovi elementi pur non dimenticando l’atmosfera un po’ casereccia delle prime edizioni.

Avremo sempre come l’anno scorso alla conduzione Alberto “Il Cala” Calandriello, nel ruolo del presentatore ma anche dell’intervistatore curioso.

La parte musicale sarà a cura degli amici del Collettivo Musicamolesta (Adelia Marenco, Danilo Cusimano, Leonardo Rombolà, Margherita Zanin, Davide Galli, Francesco Servetto e Roberto Canepa), che oltre ad accompagnare gli ospiti si occuperanno anche del finale con un mini-concerto.

Gli ospiti saranno sei più un “bonus”:  Marco Marras Casu (più noto nell’ambiente ligure con il suo personaggio Penelope Please), Jaime Andrés De Castro (suo il recente “¡Afuera Todos Saben Vivir!“), Carlo di Francescantonio, Letizia Merello, Luca Oggero (è di sabato 5 novembre al Teatro Cattivi Maestri di Savona il tutto esaurito alla riduzione teatrale a cura di Elena Serra del suo libro “Le tragiComiche porNovelle“) e Mirko Servetti (di cui giusto sabato sarà disponibile la nuova raccolta “indefinito canone”).

Il “bonus” sarà invece l’artista savonese Gianni Bacino, non nuovo a performance estemporanee durante gli eventi Matisklo Edizioni.

Nell’attesa di vederli sul palco del Raindogs, pubblicheremo nei prossimi giorni le biografie degli ospiti sull’Evento Facebook: date una sbirciata e fate un salto sabato 12 a vederli “dal vivo”, l’ingresso è gratuito (con tessera ARCI) e la birra scorre a fiumi. E ovviamente c’è anche tanta poesia, ma di quella divertente e appassionante, non quella barbosa che si studia a scuola.

tsrpn

Cultura (e polemiche) a U.F.O.

600px-caution_ufo-svgNonostante interessi davvero a pochi, forse soltanto a chi le polemiche le tiene in piedi, nei giorni scorsi ci sono state qui a Savona un po’ di polemiche riguardanti il tentativo dell’attuale Amministrazione di risistemare il bilancio comunale – che a quanto pare conterrebbe debiti per oltre dieci milioni di euro, mica spicci – attraverso una serie di diminuzioni di spesa, tra le quali alcuni “tagli” in ambito culturale.

L’effetto più avvertibile di questi tagli è stata sicuramente la chiusura, in seguito al mancato rinnovo degli accordi con l’ente che lo gestiva, del Museo Archeologico all’interno della Fortezza del Priamar per tutto il mese di novembre (riaprirà a dicembre, mezza giornata a settimana, con personale della Pinacoteca. Questo significa quindi che nelle giornate di apertura del Museo Archeologico resterà chiusa la Pinacoteca).

Non si è fatta attendere una lettera/appello di risposta, alla quale ha aderito anche Matisklo Edizioni, per chiedere alla Sindaca di ripensare i tagli alla cultura visti anche gli impegni presi nella recente campagna elettorale.

La Sindaca, senza troppi giri di parole, invita quindi i firmatari dell’appello a darsi da fare in prima persona, a titolo gratuito, per mantenere viva la cultura savonese nonostante le difficoltà economiche del Comune, non essendoci più le condizioni – se mai ci sono state – per poter stanziare grosse somme in iniziative culturali (o in ogni altro tipo di iniziativa).

La situazione si calma per un paio di giorni mentre da entrambe le parti si riflette su come trovare soluzioni alla chiusura del Museo Archeologico (tenere aperto un museo il martedì dalle 9:00 alle 13:00 equivale a tenerlo chiuso) e qualcuno fa notare che sono numerose le iniziative culturali, anzi la maggior parte, ad opera di più soggetti, che già ora sono realizzate senza richiedere al Comune fondi o assistenza di altro tipo.

Poi viene fuori la storia del 1° Convegno Ufologico Unito.

Organizzato per la giornata del 12 novembre nella Sala Rossa del Comune di Savona, vanta il patrocinio del Comune stesso.

Apriti cielo.

Prima arriva lo UAAR, Unione Atei Agnostici Razionalisti, a sottolineare come “Che gli ufologi si divertano e si riuniscano non è in sé un problema. Il problema è che un Comune conceda il patrocinio ad un’attività palesemente antiscientifica come questa. Di questo passo si potrebbe concedere il patrocinio a convegni di astrologi, spiritisti e creduloni vari…”. Non si fa aspettare neanche la reazione di un noto libraio savonese, che con non poca ironia si augura che “Se sabato parteciperà curioso al convegno qualche alieno (che forse è riuscito a raggiungere la nostra città proprio perché qualche suo antenato non aveva tagliato i fondi alla conoscenza), e se avesse intenzione di rimediare qualche esemplare terrestre per studiare l’oscura logica della razza umana (sempre beninteso che ci sia qualche posto libero nella navicella), consiglierei di attingere tra gli assessori comunali di ieri e di oggi.

Un po’ (secondo me) contorta la risposta dell’organizzazione del convegno (che però sottolinea come questo sia stato organizzato con fondi privati e non con aiuti comunali, mentre il patrocinio è stato richiesto secondo le norme e la sala affittata regolarmente), più “sottile” quella della Sindaca: “sarebbe bene che i marziani non toccassero mai la nostra martoriata Terra, ma restassero nello spazio simbolico per non essere banalizzati dalla coscienza collettiva o, aggiungerei, dallo snobismo di certa intellighenzia ‘de noantri’ autoreferenziale e impermeabile a qualsiasi spunto che non arrivi da lei per ragionare in modo inusuale e talvolta fecondo”.

Ora, quando ci saremo calmati un po’ tutti quanti, sarebbe forse il caso di ragionare su quello che è possibile/auspicabile fare, invece di continuare a cercare pretesti per rinfacciarsi cose. Ma anche questa è un’idea mia.

Sarebbe forse il caso di dire che è giusto che non sia il Comune ad occuparsi di finanziare ogni attività culturale, ma che sia invece dovere del Comune quello di mantenere attiva una “infrastruttura” che tali attività culturali permetta (spazi, agevolazioni per es. nel pagamento della tassa sulle affissioni, assistenza dal punto di vista burocratico, ruolo di intermediazione per il reperimento di fondi).

Sarebbe forse il caso di dire che sono numerose le attività culturali a Savona, seppur piccole (in contemporanea al convegno ufologico, il Gruppo Astrofili Savonesi organizza la due giorni “In viaggio con la luce – Alla scoperta dell’Universo“) e potrebbe essere interessante se (per esempio) il Comune volesse dare una mano – con i mezzi e il personale che già ha, senza ulteriori costi – per realizzarne una sorta di “calendario”, in modo da dare visibilità maggiore a tutte.

Sarebbe forse il caso di dire che non è tra i compiti dell’amministrazione comunale quello di organizzare eventi culturali “in prima persona” ma che proprio quell’impegno per mantenere attiva l’infrastruttura culturale savonese, a seconda di come portato avanti, sarà determinante nel definire quali di queste attività saranno “simbolo” della cultura savonese.

Sarebbe forse il caso di dire che le polemiche “a U.F.O.” su stampa e social sono interessanti, ma lasciano il tempo che trovano se non comportano un maggiore impegno di tutti coloro che sono coinvolti nel tenere viva e rendere migliore una città come Savona, piccola ma ricchissima di iniziative e voglia di fare nonostante possiamo essere dei “mugugnoni” come pochi altri.

A proposito di iniziative culturali e di sabato 12, col massimo rispetto per quelle degli ufologi e del Gruppo Astrofili Savonesi, Matisklo Edizioni organizza la prima Raindogs Poetry Night della stagione 2016/2017: “The Saturday Raindogs Poetry Night“, a partire dalle 21:00 nel Circolo Raindogs (Officine Solimano) di Piazza Rebagliati. Ingresso gratuito con tessera ARCI. Sono benvenuti anche gli alieni, i razionalisti, i sindaci, i librai e i polemici tutti: magari dietro ad una birra, con sottofondo di musica e poesia, potrebbero riuscire a mettere da parte le divergenze e trovare una strada per collaborare.

Francesco Vico
Presidente Associazione Culturale Matisklo

 

PorNovelle, Poetry Night e altre novità di stagione

Giusto ieri è iniziato novembre, a breve distanza dal cambio dell’ora (che ha lasciato la redazione di Matisklo in preda a un fastidioso jet lag), si avvicina quindi inesorabile il periodo natalizio – con tutto ciò che ne consegue, di buono e di meno buono.

Ma prima di iniziare ad addobbare l’albero ci sono un po’ di eventi e qualche nuova uscita libresca da tenere d’occhio.

pornovelleIniziamo con sabato 5 novembre alle 20:30: al teatro dei Cattivi Maestri, all’interno delle Officine Solimano, la data unica savonese de “Le tragiComiche porNovelle”, spettacolo teatrale di Elena Serra tratto dal libro omonimo di Luca Oggero, interpretato da Gian Luigi Barberis. Biglietto unico 13 euro, scontato per i soci ARCI a 10 euro. Qui trovate l’evento Facebook.

tsrpnSabato 12 novembre, dalle 21:00, segnerà invece l’inizio della nuova stagione delle Raindogs Poetry Night, che da quest’anno avranno sempre cadenza bimestrale ma saranno al sabato e proporranno come ogni nuova stagione alcune novità, prima tra tutte gli ospiti musicali (avremo sul palco come gruppo “ufficiale” il collettivo Musicamolesta) ma anche la conferma, alla conduzione, dell’ormai lanciatissimo Alberto “Il Cala” Calandriello.

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Riguardo alle nuove uscite: abbiamo pubblicato da poco le due raccolte di poesia “Io non mangio di quel pane” di Benjamin Péret (a cura di Carmine Mangone) e “¡Afuera Todos Saben Vivir!” di Jaime Andrés De Castro; nelle prossime settimane saranno disponibili “indefinito canone” di Mirko Servetti e “M’illumino di mensole” di Roberto Marzano, oltre alla ristampa di “Una città” di Carlo Molinaro (nuova edizione del libro uscito nel 2010 per Manifattura Torino Poesia e attualmente esaurito).afueratodossabenvivir

Tanta carne al fuoco quindi per questo novembre appena iniziato, continuate a tenervi aggiornati qui sul blog, sul sito, sulla nostra pagina Facebook e sul profilo Instagram di Matisklo.

¡Afuera Todos Saben Vivir!

afueratodossabenvivirDisponibile da oggi la raccolta di poesia “¡Afuera Todos Saben Vivir!” di Jaime Andrés De Castro, a breve distanza dall’uscita di “Io non mangio di quel pane” di Benjamin Péret (edizione a cura di Carmine Mangone) sempre nella nostra collana Comete dedicata alla poesia.

“¡Afuera Todos Saben Vivir!” (84 pp., 2,99 euro eBook e 10 euro cartaceo) è l’opera prima di Jaime, classe 1993, di origini colombiane ma residente in Lombardia dall’età di 6 anni. Dice nell’introduzione Vera Bonaccini: “Dice la verità Jaime; la verità di chi, nato negli anni ’90, si è visto depredare il futuro senza potersi opporre, ottenendone in cambio questi anni zero fatti di un nulla sempre più asfissiante, di una televisione anestetizzata e anestetizzante, di bombe fuori moda, di paure dorate in cui ci si rifugia perché un’alternativa vera non esiste.”

Eppure, nonostante la crisi – non solo economica – di cui proprio la generazione dei ventenni sta pagando il prezzo più alto, non manca nelle poesie di Jaime una nota di speranza, sotto forma di “un’affermazione netta della propria identità e del proprio sentire che diventa una sorta di vessillo, una risata cristallina capace di diradare una volta per tutte i fumi dell’ipocrisia e delle convenzioni, ricordandoci che c’è un oltre poco più distante del nostro naso e che non tutto è sempre così schematizzato come ci tendono a raccontare, che c’è ancora chi non riesce ad integrarsi e non ha alcuna intenzione di rinunciare al proprio Sé.”

Da un punto di vista più “tecnico” i brani che compongono “¡Afuera Todos Saben Vivir!” sono caratterizzati dall’uso del verso libero, legato più a questioni di respiro e senso che di forma e ritmo, e dalla presenza costante per tutta la raccolta di un interlocutore cui l’autore si rivolge, come a sottolineare la necessità per la poesia di essere comunicazione senza perdersi nel soliloquio, di essere parola detta a qualcuno – quindi dialogo – e mai monologo o lezione. Jaime, con le sue poesie, ci racconta il mondo che vede non dall’alto del suo ruolo di poeta ma dai suoi poco più che vent’anni, che nonostante possano sembrare pochi sono proprio l’età giusta per far parte di quella “Generazione Perduta del ventunesimo secolo” e per raccontarne e condividerne paure e speranze senza accomodamenti o semplificazioni.


afueratodossabenvivirJaime Andrés De Castro
¡AFUERAS TODOS SABEN VIVIR!

Comete, collana di poesia

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In libreria: “Io non mangio di quel pane”

coverDisponibile da oggi nella nostra collana Comete dedicata alla poesia, in un’edizione tradotta e curata da Carmine Mangone, la raccolta Io non mangio di quel pane (“Je ne mange pas de ce pain-là“) di Benjamin Péret, poeta francese tra i più importanti e rappresentativi, assieme a Breton, del movimento surrealista.

“Io non mangio di quel pane”, pubblicato per la prima volta a Parigi all’inizio del 1936, raccoglie testi politici e “di circostanza” scritti da Péret tra il 1925 e il 1935:

“La loro veemenza polemica – fatta di svariati riferimenti scatologici, di verbalismi imbastarditi con espressioni argotiques, nonché di gioiose quanto gratuite proclamazioni di rivolta –, pur essendo condita dalla solita verve surrealista del poeta, che dà vita ad una sarabanda di macchiette e situazioni grottesche servendosi degli oggetti o degli esseri più “prosaici” (come insetti, verdura, utensili, ecc.), viene qui mobilitata chiaramente per assecondare i livori e i disgusti del Péret rivoluzionario” (dalla prefazione di Carmine Mangone).

Riportiamo di seguito, per dare un’assaggio della raccolta e del suo tono fortemente anti-militarista e polemico, la ventiduesima delle ventotto composizioni che fanno parte della raccolta: “Epitaffio su un monumento ai caduti”.

Epitaffio su un monumento ai caduti [1]

Il generale ci ha detto
il dito nel buco del culo
Il nemico
è di là Avanti
Era per la patria
Siamo partiti
il dito nel buco del culo
La patria l’abbiamo incontrata
il dito nel buco del culo
La ruffiana ci ha detto
il dito nel buco del culo
Morite o
salvatemi
il dito nel buco del culo
Abbiamo incontrato il Kaiser
il dito nel buco del culo
Hindenburg Reischoffen Bismarck [2]
il dito nel buco del culo
il granduca X Abdul-Amid [3] Sarajevo [4]
il dito nel buco del culo
mani tagliate
il dito nel buco del culo
Ci hanno spezzato le tibie
il dito nel buco del culo
divorato lo stomaco
il dito nel buco del culo
forato i coglioni coi fiammiferi
il dito nel buco del culo
e poi dolcemente
siamo crepati
il dito nel buco del culo
Pregate per noi
il dito nel buco del culo

Note

[1] Testo apparso in precedenza in: La Révolution Surréaliste, n. 12, cit., p. 51, ma con un titolo leggermente diverso (Epitaffio per un monumento ai caduti), i versi 6 e 7 dell’edizione 1936 a formarne uno solo (“Nous sommes partis le doigt dans le trou du cul”) e senza la riga bianca tra i vv. 14 e 15.
[2] Personalità politiche e militari della Germania guglielmina.
[3] Abdul-Hamid II (1842-1918). Trentaquattresimo sultano turco, deposto nel 1909.
[4] Capitale della Bosnia-Erzegovina, dove il 28 giugno 1914 un nazionalista serbo uccise l’arciduca austriaco Francesco Ferdinando, erede al trono. L’episodio fu il pretesto che fece precipitare gli eventi scatenando la prima guerra mondiale.


coverBenjamin Péret
IO NON MANGIO DI QUEL PANE
a cura di Carmine Mangone

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