In libreria: “Io non mangio di quel pane”

coverDisponibile da oggi nella nostra collana Comete dedicata alla poesia, in un’edizione tradotta e curata da Carmine Mangone, la raccolta Io non mangio di quel pane (“Je ne mange pas de ce pain-là“) di Benjamin Péret, poeta francese tra i più importanti e rappresentativi, assieme a Breton, del movimento surrealista.

“Io non mangio di quel pane”, pubblicato per la prima volta a Parigi all’inizio del 1936, raccoglie testi politici e “di circostanza” scritti da Péret tra il 1925 e il 1935:

“La loro veemenza polemica – fatta di svariati riferimenti scatologici, di verbalismi imbastarditi con espressioni argotiques, nonché di gioiose quanto gratuite proclamazioni di rivolta –, pur essendo condita dalla solita verve surrealista del poeta, che dà vita ad una sarabanda di macchiette e situazioni grottesche servendosi degli oggetti o degli esseri più “prosaici” (come insetti, verdura, utensili, ecc.), viene qui mobilitata chiaramente per assecondare i livori e i disgusti del Péret rivoluzionario” (dalla prefazione di Carmine Mangone).

Riportiamo di seguito, per dare un’assaggio della raccolta e del suo tono fortemente anti-militarista e polemico, la ventiduesima delle ventotto composizioni che fanno parte della raccolta: “Epitaffio su un monumento ai caduti”.

Epitaffio su un monumento ai caduti [1]

Il generale ci ha detto
il dito nel buco del culo
Il nemico
è di là Avanti
Era per la patria
Siamo partiti
il dito nel buco del culo
La patria l’abbiamo incontrata
il dito nel buco del culo
La ruffiana ci ha detto
il dito nel buco del culo
Morite o
salvatemi
il dito nel buco del culo
Abbiamo incontrato il Kaiser
il dito nel buco del culo
Hindenburg Reischoffen Bismarck [2]
il dito nel buco del culo
il granduca X Abdul-Amid [3] Sarajevo [4]
il dito nel buco del culo
mani tagliate
il dito nel buco del culo
Ci hanno spezzato le tibie
il dito nel buco del culo
divorato lo stomaco
il dito nel buco del culo
forato i coglioni coi fiammiferi
il dito nel buco del culo
e poi dolcemente
siamo crepati
il dito nel buco del culo
Pregate per noi
il dito nel buco del culo

Note

[1] Testo apparso in precedenza in: La Révolution Surréaliste, n. 12, cit., p. 51, ma con un titolo leggermente diverso (Epitaffio per un monumento ai caduti), i versi 6 e 7 dell’edizione 1936 a formarne uno solo (“Nous sommes partis le doigt dans le trou du cul”) e senza la riga bianca tra i vv. 14 e 15.
[2] Personalità politiche e militari della Germania guglielmina.
[3] Abdul-Hamid II (1842-1918). Trentaquattresimo sultano turco, deposto nel 1909.
[4] Capitale della Bosnia-Erzegovina, dove il 28 giugno 1914 un nazionalista serbo uccise l’arciduca austriaco Francesco Ferdinando, erede al trono. L’episodio fu il pretesto che fece precipitare gli eventi scatenando la prima guerra mondiale.


coverBenjamin Péret
IO NON MANGIO DI QUEL PANE
a cura di Carmine Mangone

Acquista in cartaceo (pp, 10,00 euro)
Acquista in digitale (formati ePub, Mobi e PDF: 2,99 euro)
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